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madrepadrona
è un sito di denuncia, un diario personale, una memoria per i posteri

“padre senza diritti”
denuncia pubblicamente con nomi e cognomi
“madre padrona” e complici

(giugno 2008)
Lettera aperta di denuncia
(settembre 2008)
Lettera inviata alla responsabile dei S.S. Piera Recinu
(ottobre 2008)
Finalmente qualcuno che mi dà ragione!
(luglio 2009)
Molti altri mi daranno ragione!
 

(giugno 2008)
Aveva 4 anni mia figlia l'ultima volta che abbiamo potuto stare un po' insieme, ora ne ha6.
Da due anni una innocente viene privata del diritto di avere un papà presente.
Da cinque anni la madre mi impedisce, in maniera subdola, di svolgere il mio ruolo di genitore, senza un preciso motivo.


La prof. xxxxxx xxxxxxx dell'istituto "Erasmo da Rotterdam"di Sesto San Giovanni, dopo vari anni di atteggiamento di esclusività su nostra figlia arriva a dichiarare: Dalla percezione che io ho avuto io non mi sento di fargli vedere la bambina da solo. Ritengo di non avere fatto nulla per ostacolare il rapporto padre/figlia. Se chiesto B. inserisce il padre nell'elenco delle persone  a cui vuole bene, quindi io non ritengo giusto che una figlia debba rinunciare al padre ma non posso immaginare di affidargliela e non intendo farlo fino a quando qualcosa non cambia”,  e che, invece di venire sanzionata con l'affido condiviso e più diritti per il padre di sua figlia e per la figlia stessa, viene "premiata" con l'affido esclusivo e 300 euro di contributo.

A seguito del primo decreto del Tribunale dei minori di Milano, gli operatori A.S. Paola Farina, Psic. Silvia Lo Forti e Psic. Gisolfo Facco, arrivano a dichiarare: “Al momento non si ritiene vi sia alcun margine per una mediazione familiare fra le parti” (senza specificare alcuna motivazione); “La minore ha manifestato nel tempo reazioni preoccupanti: rabbia, rifiuto di incontrare il padre, aggressività e tristezza”, dichiarazione falsa e strumentale: la bambina era solo contrariata perché si sentiva costretta a fare ciò che non voleva, cioè la violenza psicologica degli incontri protetti (dopo due anni di lontananza, ovviamente, la madre è anche riuscita a mettermi la bambina contro);
e poi ancora: “Per ciò che concerne il padre e la sua richiesta di incontri con la figlia, la sua storia di vita e il profilo di personalità portano a ritenere utili, almeno in una fase iniziale, incontri protetti tra lui e la bambina a cadenza regolare ma non ravvicinata”; e tutto ciò al solo scopo di assecondare il rifiuto della madre di fare la mediazione, trascurando completamente i diritti del minore.
Infatti, successivamente, il Tribunale dei minori ha pappagallescamente avallato tutte le conclusioni riportate dai servizi sociali di Sesto San Giovanni, con la seguente frase: “il padre ha vissuto un'infanzia infelice, i suoi rapporti con la figlia, alla quale è affettivamente legato, non riescono a svilupparsi positivamente”, così hanno ratificato l'affido esclusivo alla madre e il distacco forzato da mia figlia ( decreto definitivo).

Paradossalmente, quando non mi sono presentato alla convocazione del Tribunale a seguito della richiesta di affidamento avanzata da S.R., dopo mi sono sentito più tutelato nei miei diritti. Essermi presentato alle due udienze successive è stato invece come essere andato al "macello". Infatti con il 1° decreto il T.M. aveva ordinato ai S.S. l'immediata mediazione familiare e il ripristino dei rapporti con mia figlia. Successivamente è accaduto tutto l'opposto. Nella successiva convocazione il G.O. EPIFANI ALESSANDRA non mi fece nessuna domanda per avere la mia versione dei fatti o per capire cosa fosse accaduto e così ha aspettato che fossi io a cominciare a parlare. Sembrava proprio volesse provocarmi e ci è riuscita tanto da meritarmi il rimprovero di essere irriverente verso il giudice. Il G.O. EPIFANI così è arrivata a verbalizzare una frase banalissima: “Questo lo dico di mia iniziativa, non credevo che lei scrivesse, che facesse già parte del verbale. Lei non mi ha fatto nessuna domanda”; però nell'audizione successiva, quando la madre ha dichiarato: “La bambina non vuole stare con il padre” o quando lei stessa ha affermato: “in qualche modo bisogna subire le decisioni dei servizi sociali” il G.O. EPIFANI non ha replicato e non ha verbalizzato nulla.

Un Collegio giudicante (ALIVERTI EMANUELA, DOMANICO MARIA GRAZIA, COLOMBINI CESARINA, BOLLATI LUCA) che avalla tutto quello che scrivono e gli propongono i Servizi sociali denota, quanto meno, una grave carenza di senso critico. Ormai troppo spesso apprendiamo dalla cronaca le decisioni irresponsabili da parte di certi giudici...

La giustizia così decide che per una bambina ci vogliono 600 euro al mese per vivere mentre al padre possono bastare 700-800 euro (Alcune delle buste paga: Giugno 705 euro, Agosto 797 euro, Settembre 795 euro, Ottobre 799 euro).

CRONISTORIA


Altre storie di malagiustizia

(ottobre 2008)
Probabile che il 2008 sarà ricordato come l'anno d'oro dei servizi sociali e tribunali minorili; ecco alcuni dei casi più gravi che la cronaca ci ha portato a conoscere:

1) Marzo 2008, Milano. E' il caso dei fratellini di Basiglio tolti ai genitori e  per 2 mesi tenuti in due comunità protette a seguito del ritrovamento di un banale disegno osceno. (Fonti: Corriere della Sera - Il Giornale )

2) Aprile 2008, Chivasso. Giunge alla cronaca il caso di una bambina di 8 anni, da 6 mesi tolta improvvisamente ai nonni che l'avevano cresciuta fino ad allora, quando avevano cercato di regolarizzare l'affidamento della nipotina presso il Tribunale dei minori. (Fonte: Localport )

3) Giugno 2008, Milano. “La storia (a lieto fine) di Angela, rapita dalla giustizia” E' una storia incredibile: una ragazza di 19 anni racconta di aver trascorso 10 anni in una comunità, dal 1995 al 2005, per dei sospetti di abusi da parte del padre, successivamente scagionato da ogni accusa. Nel 1997 la bambina è stata addirittura dichiarata adottabile
e le hanno cambiato il cognome . (Fonte: Panorama - Il Foglio )

4) Luglio 2008, Milano. E' il caso di Valeria, una bambina di 16 anni tolta ai genitori a seguito di uno schiaffo che da un anno è tenuta in una comunità protetta. Il Tribunale non può pronunciarsi perchè da un anno aspetta la relazione dei servizi sociali. (Fonte: Il Giornale )

Sono casuali queste somiglianze o c'è un profondo degrado e una totale incapacità professionale in queste strutture pagate con i soldi dei contribuenti?
Come è possibile che queste cose accadano in un paese civile?

Elezioni Regionali 2010. Vota PD: in poche parole un'altra Italia (di merda)
In poche parole, un'altra Italia di merda


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
 
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Da un'idea dei padri separati spagnoli...



ultima modifica 10/10/2013